La musica popolare tra la Valnerina e l'Ascolano

Sono lieto e oltremodo orgoglioso di presentarvi questi “lavori” che, ci tengo a sottolinearlo, non vogliono avere la pretesa di essere prodotti etnomusicologici nel senso stretto della parola. Infatti, l’etnomusicologia, è una disciplina e come tale deve essere affrontata, nelle giuste sedi che altre non possono essere le Università; la qualifica di etnomusicologo non può essere acquisita se non dopo il relativo percorso accademico. Non sono, in definitiva, tra coloro che si autoproclamano “etnomusicologi”. Sono un musicista, un osservatore e mi sono “limitato” a riportare quanto trovato negli anni di ricerca aggiungendo delle considerazioni personali, magari opinabili, anche in un’ottica di attualità e di contestualizzazione contemporanea. Sono figlio di questa terra e ho vissuto gli ultimi sussulti di un mondo che oggi non c’è più. Per meglio comprendere lo spirito e le motivazioni che mi hanno portato a realizzare questo volume, racconterò, in breve, la mia esperienza personale.

Nell’autunno del 2006 mi telefonò un signore di Ascoli Piceno. Si chiamava Carlo Cruciani ed aveva bisogno di un flautista da inserire nel suo gruppo di musica popolare “La Compagnia del Saltarello Ascolano”; il complesso era attivo sul territorio dal 2001 circa. Non nego che fui indeciso nell’accettare la proposta perché non conoscevo la musica tradizionale del nostro territorio (la stragrande maggioranza dei musicisti, anche professionisti, non ne ha la benché minima idea). Scoprii invece con meraviglia un mondo bellissimo che era rimasto sottotraccia, rilegato in un limbo tra passato e presente, quasi nascosto; esso aveva al contempo una grandissima dignità ed una grandissima cultura, oltre che molta sostanza.

Compresi allora perché cantautori del calibro di De Andrè, Bennato, Branduardi o Capossela e prima di loro compositori classici di indubbia fama e librettisti di opere liriche, avessero attinto a piene mani dal contesto popolare. Quello che avevo solo letto in modo distratto sui libri durante i miei esami in Conservatorio, ora lo potevo “toccare con mano” in prima persona. Cruciani svolse la sua ricerca andando a registrare i portatori di tradizione e riproponendo, poi, i canti raccolti coinvolgendo, quando possibile, i medesimi anziani. Il repertorio che riproponevamo con la Compagnia era qualcosa di “antico”, ma allo stesso tempo di “nuovo”. Lo notai negli occhi lucidi degli anziani quando si intonavano certe ballate, certi stornelli, o alcuni canti delle vecchie osterie, o nel loro cantare insieme a noi brani rimasti per decenni nel cassetto dei ricordi. Nella festa della Madonna della Benedizione della Certosa di Maltignano, come nella fiera di San Vito a Valle Castellana, o in quella delle castagne di Acquasanta Terme o di Capradosso. L’ultimo concerto della Compagnia del Saltarello Ascolano si tenne nel giugno del 2015.

Nel 2016 cercai di proseguire la ricerca e la diffusione di questo immenso patrimonio fondando, insieme ad altri amici ed appassionati, i gruppi “Sibylla Moris” (da palco) e “Trallallero” (itinerante). Con questi gruppi, ad oggi, abbiamo sostenuto oltre duecentocinquanta concerti e realizzato numerosi progetti per le scuole; abbiamo inoltre attivato corsi di Saltarello ed inciso due CD.

 

UNA LEGGE REGIONALE PER LA TUTELA E LA SALVAGUARDIA DEL SALTARELLO

Nel 2021, in seguito all’uscita del libro Il Saltarello nel Piceno – una storia da conoscere e tramandare e all’interessamento del sottoscritto, il consigliere regionale Andrea Maria Antonini, anch’egli ascolano, ha preso a cuore l’argomento e presentato una legge regionale (proposta di legge n.61) per la tutela e la salvaguardia del Saltarello, di fatto ponendo le Marche tra le regioni all’avanguardia nella difesa di questo prezioso bene immateriale. La suddetta legge è stata poi votata e approvata il giorno 19 ottobre. Un plauso al dott. Antonini ed un ringraziamento personale: avere una sensibilità per questi argomenti non è da tutti.

Segnalo solo alcuni stralci, a mio avviso importanti, del suo discorso di presentazione in Consiglio Regionale: “… il saltarello costituisce un patrimonio di elevato valore, testimone della tradizione culturale locale da tutelare e valorizzare, un patrimonio che rischia di scomparire con gli ultimi portatori della tradizione: gli anziani, testimoni e custodi di quel mondo in cui la cultura marchigiana affonda orgogliosamente le proprie radici. La regionale ha come obiettivi il riconoscimento, la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione delle espressioni musicali del saltarello della Regione Marche … In sintesi, il saltarello e i musicisti che lo propongono, sono del patrimonio culturale prezioso da sostenere, custodire e valorizzare, una rete diffusa ovunque presente, che costituisce un tessuto importantissimo del nostro territorio e della nostra società. Per di più, nel saltarello sono presenti tratti che appartengono alla sfera affettiva e culturale della comunità. La riscoperta dei “suoni antichi”, come risorsa storica da riportare in auge e far apprendere e apprezzare alle nuove generazioni, contribuisce, in identità umana in simbiosi con la tradizione del territorio“.

Riporto, per concludere, l’art.1 (Principi e finalità), cuore vivo e pulsante della legge:

  1. La Regione riconosce il saltarello quale aspetto identitario della comunità marchigiana, della cultura e della tradizione popolare musicale regionale, da promuovere e da sostenere come bene culturale di insostituibile valore sociale e formativo della perso
  2. L’intervento della Regione è finalizzato in particolare a:
  3. a) promuovere la conoscenza, la diffusione e la pratica musicale e coreutica del saltarello;
  4. b) favorire il recupero della musica, dei canti, delle danze, degli abiti e degli strumenti musicali tradizionali del saltarello;
  5. c) sostenere le iniziative culturali legate alla tradizione musicale e coreutica del saltarello;
  6. d) promuovere occasioni di studio, incontro, gemellaggio con altri artisti nazionali e internazionali;
  7. e) promuovere studi e ricerche, attraverso collaborazioni con altre istituzioni specializzate, sulla storia della musica, della danza e dei canti del saltarello, nonché sulla tradizione del saltarello marchigiano.

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Marco Pietrzela nasce nel 1980 ad Ascoli Piceno. Ha conseguito la laurea in Scienze Geologiche – specializazione in Rischio Idrogeologico, presso la Facoltà di Camerino (MC) e la laurea specialistica in Gestione e Pianificazione del territorio presso la Facoltà di Scienze di Urbino (PU). Ha studiato flauto traverso con il Maestro Maria Fabiani (il primo anno) e, successivamente, con il Maestro Gian Paolo Corradetti (fino al diploma) presso l’Istituto Musicale “Gaspare Spontini” di Ascoli Piceno. Ha studiato composizione con il Maestro Giuliano Di Giuseppe presso l’Istituto Musicale “Gaspare Spontini” di Ascoli Piceno e, a seguire, con il Maestro Marco Frisina a Roma.Si diploma presso il Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara nel 2008 e ha partecipato a diversi corsi di perfezionamento flautistici con i Maestri Fabbriciani, Carbone e Corradetti. Ha insegnato presso l’Istituto Musicale “Gaspare Spontini” di Ascoli Piceno e tenuto dei corsi sulla musica popolare picena. Dal Dicembre 2013 insegna flauto traverso, solfeggio e teoria musicale all’Istituto Musicale “Giuseppe Sieber” di Offida (Ap) e nella Scuola LeArti di Ascoli Piceno. Dal 2021 è membro del Comitato Tecnico dei Dialetti Marchigiani della Regione Marche e, dal 2016, è presidente dell’Associazione di volontariato Egeria. Attualmente, è docente presso la Scuola Secondaria di Primo Grado di Sant’Egidio alla Vibrata (TE).

La sua attività artistica può essere sintetizzata in tre parti:

  • Attività didattica e concertistica:

Prima del 2012 ha insegnato flauto traverso presso l’Istituto Musicale “Spontini” di Ascoli Piceno e l’Istituto Musicale “Sieber” di Offida (AP); ha, inoltre, tenuto svariate supplenze presso la Scuola Musicale “Le Arti” di Ascoli Piceno. Dal settembre 2014 insegna stabilmente flauto traverso, teoria e solfeggio presso la Scuola Musicale “Le Arti” di Ascoli Piceno e all’Istituto Musicale “Sieber” di Offida (AP). Sono oltre quattrocento i concerti tenuti con varie formazioni musicali ed in vari contesti; ha suonato in orchestra, complessi da camera, solista, bande e complessi di musica celtica, popolare e cantautorale. Nel 2016, con il gruppo cantautorale “Abetito Galeotta” da lui fondato insieme al cantante Manlio Agostini nel 2007, si aggiudica il prestigioso premio “Ivan Graziani 2016”.

  • Attività compositiva:

Marco Pietrzela ha all’attivo molte pubblicazioni (27) con la Bèrben Edizioni Musicali di Ancona (poi rilevate dalla Curci di Milano), le Edizioni Eurarte di Lecco e le Edizioni Capponi di Ascoli Piceno. Per ulteriori info, visionare le apposite sezioni Opere, Pubblicazioni, Discografia e Registrazioni.

  • Attività di ricerca:

Marco Pietrzela ha svolto studi e ricerche sulla musica nel Piceno riscoprendo opere inedite e manoscritti di indubbio valore artistico; questa ricerca è stata pubblicata in ben 4 volumi da Capponi Editore nella collana “I Musicisti Piceni tra il XVIII e il XXI Secolo”. Ha, inoltre, svolto attività di ricerca sulla musica popolare marchigiana con appositi approfondimenti riguardanti il saltarello. Con l’Associazione Egeria ODV ha pubblicato due volumi: Il Saltarello nel Piceno – una storia da conoscere e tramandare (2021) e Il Ciclo delle Stagioni, il Ciclo della Vita – feste e ritualità picene (2023).

  • Egeria

L’Associazione di volontariato Egeria nasce ad Ascoli Piceno nel 2016 ad opera di alcuni ragazzi con la passione per la cultura e l’arte. Egeria Odv è iscritta al Registro Regionale Marche del Volontariato e al Runts nazionale. Le attività principali si concentrano intorno alla cultura e alla riscoperta delle tradizioni locali. Collabora con musicisti, danzatori, storici, scrittori, pittori per promuovere l’arte in tutte le sue forme e sfaccettature. Organizza concerti, eventi, presentazioni e pubblicazioni libri e produzioni discografiche per riscoprire una parte del nostro passato che troppo spesso viene dimenticata. Allo stesso tempo, collabora con artisti locali con lo scopo di promuovere la loro arte e le loro attività creative. Organizza, inoltre, progetti per le scuole con particolare attenzione alla legalità, alla difesa ed inclusione dei ragazzi con disabilità e al bullismo e cyber bullismo.